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Analisi agli Elementi Finiti (FEA) di un Dispositivo Premaxillare: Un Nuovo Tipo di Impianto Sottoperiosteo per il Trattamento della Grave Atrofia del Mascellare Superiore
- 31 Luglio 2023
- Pubblicato da: anjaform
- Categoria: Studi agli Elementi Finiti
Alessandro Cipollina, Mario Ceddia, Natalia Di Pietro, Francesco Inchingolo, Margherita Tumedei, Tea Romasco, Adriano Piattelli, Alessandro Specchiulli, Bartolomeo Trentadue
Full text link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37622941/
Analisi agli Elementi Finiti (FEA) di un Dispositivo Premaxillare: Un Nuovo Tipo di Impianto Sottoperiosteo per il Trattamento della Grave Atrofia del Mascellare Superiore
1. Riferimento scientifico
- Titolo dello studio: Finite Element Analysis (FEA) of a Premaxillary Device: A New Type of Subperiosteal Implant to Treat Severe Atrophy of the Maxilla
- Autori: Alessandro Cipollina, Mario Ceddia, Natalia Di Pietro, Francesco Inchingolo, Margherita Tumedei, Tea Romasco, Adriano Piattelli, Alessandro Specchiulli, Bartolomeo Trentadue
- Rivista scientifica: Biomimetics
- Anno di pubblicazione: 2023
- DOI: 10.3390/biomimetics8040336
2. Contesto scientifico
La gestione della grave atrofia del mascellare superiore rappresenta ancora una delle sfide più complesse dell’implantologia orale moderna. Quando il volume osseo disponibile diventa insufficiente, i protocolli terapeutici convenzionali richiedono spesso procedure avanzate di ricostruzione ossea oppure l’utilizzo di impianti specializzati progettati per sfruttare aree anatomiche distanti dalla sede edentula.
Sebbene approcci quali innesti ossei, rialzi del seno mascellare, impianti zigomatici o impianti pterigoidei abbiano dimostrato una reale utilità clinica, essi possono essere associati a una notevole complessità chirurgica e a un rischio non trascurabile di complicanze. In questo contesto, lo sviluppo di dispositivi sottoperiostei personalizzati mediante tecnologie digitali rappresenta un settore di ricerca particolarmente dinamico.
Lo studio analizzato si inserisce in questa evoluzione e valuta un nuovo dispositivo premaxillare destinato alla riabilitazione implantare di mascellari superiori gravemente atrofici attraverso un’analisi biomeccanica agli elementi finiti.
3. Obiettivo dello studio
L’obiettivo principale degli autori era valutare il comportamento biomeccanico di un nuovo dispositivo sottoperiosteo premaxillare (Premaxillary Device – PD) destinato alla riabilitazione di mascellari superiori gravemente atrofici.
Lo studio mirava ad analizzare la distribuzione delle sollecitazioni meccaniche generate all’interno del dispositivo, degli impianti, degli abutment protesici e dell’osso basale, al fine di valutarne la fattibilità biomeccanica come soluzione terapeutica.
4. Metodologia
Questa ricerca corrisponde a uno studio numerico preclinico basato sull’Analisi agli Elementi Finiti (FEA).
Gli autori hanno sviluppato un modello tridimensionale del dispositivo premaxillare mediante software di progettazione assistita da computer. Successivamente è stato creato un modello virtuale di un mascellare superiore completamente edentulo con grave atrofia ossea a partire da immagini tomografiche.
Il dispositivo è stato modellato utilizzando una lega di titanio Ti6Al4V ed è stato posizionato su osso basale con proprietà meccaniche descritte in letteratura. Le simulazioni sono state eseguite mediante il software ANSYS.
Sono state valutate due condizioni di carico:
- carico assiale di 200 N;
- carico obliquo di 200 N applicato a 45°.
Le tensioni sono state analizzate secondo il criterio di Von Mises.
Nessun paziente né impianto clinico è stato incluso nello studio, poiché l’analisi si basava esclusivamente su simulazioni numeriche.
5. Risultati principali
Le simulazioni hanno evidenziato una distribuzione relativamente omogenea delle tensioni sull’intero dispositivo premaxillare.
Sotto un carico assiale di 200 N, le tensioni osservate nel dispositivo sono rimaste moderate, generalmente comprese tra 5 e 15 MPa. Le aree maggiormente sollecitate corrispondevano principalmente agli abutment protesici e alle connessioni filettate. La regione più critica ha raggiunto circa 34,4 MPa.
Quando il carico è stato applicato in modo obliquo a 45°, le tensioni sono aumentate in tutto il sistema. L’osso basale ha mostrato valori compresi tra 3 e 15 MPa, mentre le tensioni registrate nel dispositivo hanno raggiunto valori tra 40 e 250 MPa.
Gli abutment hanno rappresentato i componenti maggiormente sollecitati, con valori fino a circa 270 MPa. Nonostante questo aumento sotto carico obliquo, le tensioni sono rimaste inferiori ai limiti meccanici riportati per la lega di titanio utilizzata.
Gli autori hanno concluso che il dispositivo consente una distribuzione favorevole dei carichi senza generare concentrazioni eccessive di tensione tali da compromettere la stabilità biomeccanica del sistema.
6. Analisi clinica
Questo studio fornisce principalmente informazioni biomeccaniche riguardanti una soluzione riabilitativa destinata a pazienti con atrofia avanzata del mascellare superiore.
L’interesse del dispositivo valutato risiede nel suo obiettivo di evitare alcune procedure ricostruttive complesse normalmente necessarie nei casi di grave deficit osseo. I risultati suggeriscono che l’architettura del dispositivo favorisca una distribuzione relativamente omogenea delle sollecitazioni verso l’osso basale, un fattore essenziale per limitare i fenomeni di sovraccarico meccanico che possono condurre a riassorbimento osseo o fallimento implantare.
L’analisi evidenzia inoltre l’importanza dei carichi obliqui, il cui impatto risulta significativamente superiore rispetto a quello dei carichi assiali. Questa osservazione è coerente con i principi biomeccanici già consolidati in implantologia, secondo cui le componenti laterali delle forze occlusali rappresentano spesso le sollecitazioni più critiche.
Tuttavia, questi risultati devono essere interpretati con prudenza. Uno studio FEA non riproduce fedelmente la complessità biologica dell’ambiente orale. I fenomeni di rimodellamento osseo, le variazioni individuali della qualità ossea, i micromovimenti implantari e le reali condizioni masticatorie non possono essere simulati completamente. Pertanto, i risultati ottenuti devono essere considerati dati esplorativi che supportano la fattibilità meccanica del concetto piuttosto che una prova clinica della sua efficacia.
7. Applicazioni cliniche
I risultati di questo studio possono essere di interesse in diverse situazioni cliniche:
- riabilitazione implantare di mascellari superiori gravemente atrofici;
- gestione di pazienti edentuli con volume osseo limitato;
- situazioni in cui procedure di innesto osseo o rialzo del seno mascellare sono considerate complesse o ad alto rischio;
- sviluppo di dispositivi sottoperiostei personalizzati prodotti mediante tecnologie CAD/CAM;
- pianificazione digitale di riabilitazioni implantari complesse.
Lo studio fornisce essenzialmente informazioni sulla potenziale stabilità biomeccanica del concetto piuttosto che sulle sue prestazioni cliniche a lungo termine.
8. Livello di evidenza, limitazioni e trasparenza
Il livello di evidenza di questa pubblicazione è relativamente limitato, poiché si tratta di uno studio numerico preclinico basato sull’Analisi agli Elementi Finiti (FEA).
Le principali limitazioni sono riconosciute direttamente dagli autori. I materiali sono stati considerati omogenei, isotropi e linearmente elastici. Inoltre, durante le simulazioni è stata ipotizzata una completa osteointegrazione. Tali assunzioni comportano inevitabilmente una semplificazione delle reali condizioni biologiche.
Lo studio non presenta risultati clinici ottenuti su esseri umani e non è stato effettuato alcun confronto clinico diretto con altre tecniche terapeutiche.
Gli autori dichiarano l’assenza di conflitti di interesse.
Di conseguenza, qualsiasi estrapolazione clinica richiede un’interpretazione prudente dei risultati.
9. Punti chiave dello studio
- Tipo di studio: Studio preclinico mediante Analisi agli Elementi Finiti (FEA)
- Livello di evidenza: Basso-moderato (studio numerico sperimentale)
- Popolazione o numero di studi analizzati: Non applicabile
- Numero di pazienti o impianti: Nessun paziente incluso
- Durata del follow-up: Non applicabile
- Endpoint principale valutato: Distribuzione delle sollecitazioni biomeccaniche
- Risultato principale: Distribuzione favorevole delle tensioni nell’osso basale e nel dispositivo premascellare
- Conclusione scientifica: Il dispositivo premascellare ha dimostrato un comportamento biomeccanico compatibile con un potenziale utilizzo nei mascellari superiori gravemente atrofici
- Limitazioni potenziali: Modellizzazione numerica, assunzioni semplificative e assenza di validazione clinica
10. Impatto scientifico
Questa pubblicazione contribuisce allo sviluppo dei moderni dispositivi sottoperiostei destinati alla riabilitazione di pazienti con atrofia avanzata del mascellare superiore.
Il suo principale contributo risiede nella valutazione biomeccanica dettagliata di un concetto terapeutico relativamente recente. I risultati supportano l’ipotesi secondo cui un dispositivo premascellare personalizzato potrebbe garantire una trasmissione dei carichi compatibile con le capacità meccaniche sia dell’osso basale sia del materiale implantare utilizzato.
Lo studio evidenzia inoltre la crescente importanza degli strumenti di simulazione digitale nella progettazione di nuove soluzioni implantari. Identificando le aree di concentrazione delle tensioni prima dell’applicazione clinica, questi metodi possono contribuire all’ottimizzazione del design implantare.
Tuttavia, questo contributo rimane essenzialmente teorico. Saranno necessari studi clinici prospettici con follow-up a medio e lungo termine per confermare la rilevanza clinica e la durabilità del concetto.
11. Conclusione editoriale
Questo studio fornisce una valutazione biomeccanica approfondita di un nuovo dispositivo sottoperiosteo destinato alla riabilitazione di mascellari superiori gravemente atrofici. Le simulazioni numeriche suggeriscono una distribuzione favorevole delle tensioni e una resistenza meccanica compatibile con le condizioni di carico investigate.
Sebbene questi risultati siano incoraggianti per la ricerca nel campo dell’implantologia digitale e della ricostruzione mascellare, il loro significato rimane limitato dall’assenza di una validazione clinica. Di conseguenza, questa pubblicazione rappresenta un interessante passo preliminare nello sviluppo di nuove alternative ai protocolli ricostruttivi più invasivi.
