Bibliografia
Valutazione di diversi spessori degli impianti sottoperiostei sulla resistenza meccanica e sulle sollecitazioni ossee mediante analisi agli elementi finiti
- 17 Giugno 2024
- Pubblicato da: anjaform
- Categoria: Studi agli Elementi Finiti
Abdulsamet Kundakcioglu, Mustafa Ayhan
Full text link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39006845/
Valutazione di diversi spessori degli impianti sottoperiostei sulla resistenza meccanica e sulle sollecitazioni ossee mediante analisi agli elementi finiti
1. Riferimento scientifico
- Titolo dello studio: Valutazione di diversi spessori degli impianti sottoperiostei sulla resistenza meccanica e sulle sollecitazioni ossee mediante analisi agli elementi finiti
- Autori: Abdulsamet Kundakcioglu, Mustafa Ayhan
- Rivista scientifica: International Journal of Medical Sciences
- Anno di pubblicazione: 2024
- DOI: 10.7150/ijms.91620
2. Contesto scientifico
La gestione dei mascellari gravemente atrofici rimane una delle principali sfide dell’implantologia dentale e della chirurgia orale. In alcuni pazienti edentuli con riassorbimento osseo avanzato, l’inserimento di impianti endossei convenzionali può diventare difficile, o addirittura impossibile, senza ricorrere a procedure di ricostruzione ossea.
Le tecniche di innesto osseo e gli impianti zigomatici rappresentano alternative riconosciute, ma possono essere associate a una maggiore complessità chirurgica, a una durata del trattamento più lunga o a un aumento del rischio di complicanze. In questo contesto, il rinnovato interesse per gli impianti sottoperiostei personalizzati, reso possibile dalle tecnologie digitali CAD/CAM e dalla produzione additiva in titanio, apre nuove prospettive terapeutiche.
Tuttavia, la presenza di una struttura metallica direttamente sotto i tessuti molli solleva interrogativi riguardo allo spessore ottimale di questi dispositivi. Una riduzione eccessiva dello spessore potrebbe compromettere la resistenza meccanica dell’impianto, mentre una progettazione troppo voluminosa potrebbe aumentare il rischio di esposizione dei tessuti molli.
3. Obiettivo dello studio
L’obiettivo principale di questo studio era determinare lo spessore minimo di un impianto sottoperiosteo personalizzato in grado di resistere alle sollecitazioni fisiologiche della masticazione limitando al contempo le sollecitazioni meccaniche trasmesse all’osso di supporto.
Gli autori hanno confrontato tre progettazioni identiche di impianti realizzati con spessori differenti (1 mm, 1,5 mm e 2 mm) al fine di valutarne il comportamento biomeccanico mediante analisi agli elementi finiti.
4. Metodologia
Si tratta di uno studio sperimentale preclinico basato su un’analisi agli elementi finiti (Finite Element Analysis – FEA).
I ricercatori hanno utilizzato i dati tomografici di 11 pazienti trattati con impianti sottoperiostei personalizzati per generare un modello digitale medio di mascella atrofica.
Successivamente sono stati progettati tre modelli implantari con spessori rispettivamente di:
- 1 mm (M1)
- 1,5 mm (M2)
- 2 mm (M3)
Gli impianti erano realizzati in lega Ti6Al4V. È stato applicato un carico verticale di 250 N che simulava una forza occlusale. I parametri studiati comprendevano:
- le tensioni di Von Mises all’interno dell’impianto;
- le tensioni residue trasmesse all’osso;
- gli spostamenti meccanici;
- il rischio di deformazione plastica del dispositivo.
5. Risultati principali
Le differenze osservate tra le tre configurazioni riguardavano principalmente la resistenza meccanica dell’impianto e gli spostamenti generati sotto carico.
L’impianto con spessore di 1 mm (M1) ha mostrato la tensione massima più elevata, con un valore di 495,44 MPa, superando la soglia di sicurezza fissata a 415 MPa. Questa situazione suggerisce un rischio di deformazione plastica sotto sollecitazione funzionale.
I modelli da 1,5 mm e 2 mm hanno mostrato tensioni massime rispettivamente di 173,24 MPa e 144,58 MPa, rimanendo ampiamente al di sotto della soglia critica definita dagli autori.
Per quanto riguarda le tensioni trasmesse all’osso, tutti e tre i modelli sono rimasti al di sotto del limite di sicurezza adottato nello studio. I valori massimi osservati erano:
- 26,63 MPa per M1;
- 25,95 MPa per M2;
- 22,15 MPa per M3.
Anche gli spostamenti erano influenzati dallo spessore. Il modello più sottile presentava uno spostamento massimo di 1,44 mm, mentre quello da 2 mm mostrava uno spostamento di circa 0,46 mm.
6. Analisi clinica
Questo studio fornisce un interessante approfondimento su un aspetto raramente documentato della riabilitazione implantare mediante impianti sottoperiostei personalizzati: il compromesso tra sottigliezza del design e sicurezza biomeccanica.
L’analisi mostra che una riduzione eccessiva dello spessore può portare a un aumento significativo delle tensioni meccaniche concentrate a livello delle interfacce di fissaggio. Queste aree appaiono come i punti più critici del sistema implantare. Quando lo spessore scende a 1 mm, la resistenza meccanica diventa insufficiente secondo i criteri adottati dagli autori.
Dal punto di vista clinico, questi risultati sono particolarmente rilevanti nella gestione dei pazienti con grave atrofia mascellare, per i quali le alternative convenzionali richiedono talvolta procedure complesse di ricostruzione ossea. Lo studio suggerisce che una progettazione più sottile non sia necessariamente sinonimo di miglioramento clinico se accompagnata da una perdita di stabilità meccanica.
I risultati indicano inoltre che uno spessore di 1,5 mm potrebbe rappresentare un compromesso tra la riduzione del volume metallico e il mantenimento di una resistenza soddisfacente. Tuttavia, questa interpretazione deve rimanere prudente poiché si basa su una simulazione numerica e non su una valutazione clinica a lungo termine.
Lo studio non consente di valutare direttamente i tassi di sopravvivenza implantare, le complicanze biologiche, la stabilità protesica o i risultati riportati dai pazienti.
7. Applicazioni cliniche
I risultati di questo lavoro possono essere utili in diverse situazioni cliniche che coinvolgono protocolli digitali di riabilitazione implantare:
- pazienti con grave atrofia mascellare;
- candidati a impianti sottoperiostei personalizzati realizzati mediante produzione additiva;
- casi nei quali importanti innesti ossei sono difficili da considerare;
- pianificazione implantare digitale mediante flussi CAD/CAM;
- ottimizzazione della progettazione meccanica degli impianti personalizzati.
Questo studio può inoltre contribuire a guidare i team coinvolti nella progettazione assistita da computer degli impianti sottoperiostei, evidenziando l’impatto diretto dello spessore del materiale sulla distribuzione delle tensioni meccaniche.
8. Livello di evidenza, limiti e trasparenza
Questo studio corrisponde a uno studio sperimentale preclinico basato su una modellizzazione numerica mediante elementi finiti.
Il livello di evidenza clinica è pertanto limitato, poiché nell’ambito di questa analisi biomeccanica non è stato effettuato alcun confronto clinico prospettico né alcuna valutazione a lungo termine dei pazienti.
Tra i limiti identificabili:
- risultati ottenuti da un modello virtuale;
- simulazione di un unico carico verticale di 250 N;
- assenza di valutazione clinica diretta delle complicanze;
- assenza di dati sulla sopravvivenza implantare;
- impossibilità di riprodurre l’insieme delle condizioni biologiche reali.
Gli stessi autori precisano che le conclusioni derivanti dall’analisi agli elementi finiti richiedono una validazione clinica a lungo termine.
Per quanto riguarda la trasparenza, gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.
9. Punti chiave dello studio
- Tipo di studio: Studio sperimentale preclinico mediante analisi agli elementi finiti
- Livello di evidenza: Basso-moderato (modellizzazione biomeccanica)
- Popolazione o numero di studi analizzati: Modello digitale costruito a partire da 11 pazienti
- Numero di pazienti o impianti: 11 dossier radiologici utilizzati per generare il modello medio
- Durata del follow-up: Non applicabile
- Endpoint principale valutato: Resistenza meccanica e tensioni ossee in funzione dello spessore dell’impianto
- Risultato principale: Il modello da 1 mm supera la soglia di sicurezza meccanica adottata dagli autori
- Conclusione scientifica: Uno spessore di 1,5 mm appare sufficiente nelle condizioni di simulazione studiate
- Possibili limiti: Studio numerico senza validazione clinica diretta
10. Impatto scientifico
Questa pubblicazione contribuisce allo sviluppo degli impianti sottoperiostei personalizzati realizzati mediante stampa 3D metallica, un settore che sta vivendo un rinnovato interesse nella riabilitazione dei mascellari gravemente atrofici.
Il suo contributo principale risiede nella valutazione quantitativa dell’influenza dello spessore del materiale sul comportamento biomeccanico dell’impianto. Mentre numerosi studi si concentrano sui risultati clinici o sui concetti progettuali, questo studio si focalizza su un parametro tecnico suscettibile di influenzare sia la stabilità meccanica sia l’integrazione clinica del dispositivo.
I dati presentati supportano l’idea che una riduzione dello spessore sia possibile entro determinati limiti senza compromettere la resistenza meccanica. Essi forniscono quindi elementi utili per l’ottimizzazione delle future progettazioni di impianti sottoperiostei derivanti da flussi digitali CAD/CAM.
Tuttavia, questi risultati costituiscono maggiormente una base di riflessione per la ricerca e l’ingegneria biomedica che una validazione clinica definitiva.
11. Conclusione editoriale
Questo studio biomeccanico fornisce dati originali sull’impatto dello spessore degli impianti sottoperiostei personalizzati in titanio realizzati mediante produzione additiva. Le simulazioni indicano che uno spessore di 1 mm potrebbe esporre l’impianto a un rischio di deformazione meccanica, mentre uno spessore di 1,5 mm sembra mantenere prestazioni compatibili con i criteri di sicurezza adottati. Sebbene promettenti per la pianificazione digitale nell’implantologia avanzata, questi risultati devono essere interpretati alla luce della natura preclinica dello studio e richiedono conferma mediante indagini cliniche a lungo termine.
