Bibliografia
Impianti sottoperiostei realizzati mediante tecnologia digitale: una revisione sistematica
- 28 Settembre 2024
- Pubblicato da: anjaform
- Categoria: Revisione della letteratura
Mohammed A. El-Sawy, Salah A. Hegazy
Full text link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38642167/
Impianti sottoperiostei realizzati mediante tecnologia digitale: una revisione sistematica
1. Riferimento scientifico
- Titolo dello studio: Subperiosteal Implants Constructed with Digital Technology: A Systematic Review
- Autori: Mohammed A. El-Sawy, Salah A. Hegazy
- Rivista scientifica: International Journal of Oral and Maxillofacial Surgery
- Anno di pubblicazione: 2024
- DOI:1007/s10006-024-01249-8
2. Contesto scientifico
La riabilitazione implantare dei pazienti affetti da grave atrofia dei mascellari rappresenta una delle sfide più complesse dell’implantologia moderna. La marcata perdita di volume osseo può rendere difficile o addirittura impossibile l’inserimento di impianti endossei convenzionali, rendendo necessarie strategie terapeutiche alternative. In questo scenario, gli impianti sottoperiostei hanno suscitato un rinnovato interesse grazie all’evoluzione delle tecnologie digitali applicate alla pianificazione chirurgica e alla produzione personalizzata.
L’impiego dell’imaging tridimensionale, della progettazione virtuale e dei processi CAD/CAM consente oggi di realizzare strutture implantari specifiche per il singolo paziente, adattate con precisione all’anatomia residua. Questa evoluzione tecnologica ha riportato l’attenzione su una tecnica storica, proponendola come possibile soluzione nei casi di grave atrofia ossea. La presente revisione sistematica analizza le evidenze cliniche disponibili sull’utilizzo degli impianti sottoperiostei progettati digitalmente, valutandone le prestazioni cliniche e le complicanze riportate nella letteratura scientifica.
3. Obiettivo dello studio
Lo scopo di questa revisione sistematica è valutare le prestazioni cliniche degli impianti sottoperiostei progettati e realizzati mediante tecnologia digitale nel trattamento dei pazienti con grave atrofia dei mascellari. Gli autori hanno analizzato i tassi di successo e di sopravvivenza implantare, oltre alla frequenza delle complicanze biologiche e protesiche descritte negli studi disponibili.
4. Metodologia
Lo studio è stato condotto come revisione sistematica della letteratura. Gli autori hanno effettuato una ricerca elettronica e manuale utilizzando i database PubMed, Scopus e Google Scholar. Sono stati inclusi studi di coorte, serie di casi e case report pubblicati in lingua inglese, senza limitazioni temporali, riguardanti pazienti totalmente o parzialmente edentuli con grave atrofia dei mascellari trattati mediante impianti sottoperiostei realizzati con tecnologie digitali.
Complessivamente sono state incluse 26 pubblicazioni, corrispondenti a 302 casi clinici. Le informazioni disponibili non riportano la durata del follow-up, i criteri dettagliati di valutazione clinica né ulteriori caratteristiche metodologiche degli studi inclusi.
5. Risultati principali
L’analisi degli studi selezionati evidenzia risultati clinici favorevoli a breve termine per gli impianti sottoperiostei progettati digitalmente nei pazienti con grave atrofia mascellare o mandibolare. Complessivamente è stato riportato un tasso di successo dell’87,7%, mentre il tasso di sopravvivenza implantare ha raggiunto il 95,3%, indicando che la maggior parte degli impianti è rimasta in funzione durante i periodi di osservazione descritti negli studi inclusi.
Le complicanze più frequentemente osservate sono risultate di natura biologica. In particolare, la deiscenza dei tessuti molli e l’esposizione della struttura implantare rappresentano gli eventi avversi più comuni, con un’incidenza complessiva pari all’11,5%. Le complicanze protesiche sono risultate meno frequenti, interessando il 5,9% dei casi.
Nel complesso, i dati disponibili suggeriscono che gli impianti sottoperiostei personalizzati mediante tecnologia digitale possano offrire risultati clinici promettenti nel breve termine, pur evidenziando la necessità di ridurre le complicanze biologiche.
6. Analisi clinica
Questa revisione sistematica conferma il rinnovato interesse verso gli impianti sottoperiostei nell’era dell’implantologia digitale. L’integrazione tra imaging tridimensionale, pianificazione virtuale e produzione CAD/CAM ha consentito di superare molte delle limitazioni associate ai dispositivi storici, offrendo strutture personalizzate in grado di adattarsi alla morfologia specifica del paziente.
I risultati suggeriscono che questa soluzione possa rappresentare un’opzione terapeutica per pazienti con grave atrofia ossea nei quali il posizionamento di impianti convenzionali risulta particolarmente complesso. Tuttavia, è importante distinguere tra sopravvivenza implantare e successo clinico. Sebbene il tasso di sopravvivenza sia elevato, il tasso di successo risulta inferiore, evidenziando che la permanenza dell’impianto non coincide necessariamente con un decorso clinico privo di complicanze.
Dal punto di vista biologico, la frequenza delle deiscenze e dell’esposizione della struttura implantare sottolinea il ruolo determinante della gestione dei tessuti molli. Il successo terapeutico dipende infatti non soltanto dalla precisione della progettazione digitale, ma anche dalla corretta esecuzione chirurgica, dalla stabilità della fissazione, da un’accurata selezione dei pazienti e da un adeguato programma di mantenimento nel tempo.
Gli autori evidenziano inoltre che le conoscenze disponibili riguardano prevalentemente risultati a breve termine. Pertanto, l’effetto di questi impianti sui tessuti duri e molli nel lungo periodo richiede ulteriori studi prospettici con campioni più numerosi.
7. Applicazioni cliniche
Sulla base delle evidenze disponibili, gli impianti sottoperiostei progettati mediante tecnologia digitale possono rappresentare un’opzione terapeutica per la riabilitazione implantare di pazienti con grave atrofia del mascellare superiore o della mandibola, sia in presenza di edentulia totale sia parziale. La personalizzazione ottenuta attraverso il flusso digitale e la tecnologia CAD/CAM consente un adattamento anatomico particolarmente indicato nei casi complessi.
Le informazioni fornite non consentono tuttavia un confronto diretto con altre strategie terapeutiche, quali gli innesti ossei, gli impianti zigomatici o altre procedure ricostruttive. Di conseguenza, l’indicazione clinica deve essere valutata individualmente sulla base delle caratteristiche anatomiche del paziente e delle evidenze scientifiche attualmente disponibili.
8. Livello di evidenza, limiti e trasparenza
Questa pubblicazione è una revisione sistematica, che rappresenta un elevato livello di evidenza per la sintesi della letteratura scientifica. Tuttavia, la solidità delle conclusioni dipende dalla qualità metodologica degli studi inclusi, costituiti da studi di coorte, serie di casi e case report, che possiedono un livello di evidenza inferiore rispetto agli studi clinici randomizzati controllati.
Gli autori sottolineano che le evidenze disponibili riguardano prevalentemente risultati a breve termine e raccomandano la realizzazione di studi prospettici con popolazioni più ampie per valutare l’evoluzione dei tessuti duri e molli nel lungo periodo. Ulteriori limitazioni metodologiche, quali l’eterogeneità degli studi o il rischio di bias, non sono specificate nelle informazioni disponibili.
Nel riassunto fornito non sono riportate dichiarazioni relative a conflitti di interesse o rapporti con aziende produttrici di impianti.
9. Punti chiave dello studio
- Tipo di studio: Revisione sistematica.
- Livello di evidenza: Revisione sistematica comprendente studi di coorte, serie di casi e case report.
- Numero di studi inclusi:
- Numero di casi clinici:
- Numero di impianti: Non specificato nelle informazioni disponibili.
- Durata del follow-up: Non specificata.
- Endpoint principale: Valutazione delle prestazioni cliniche degli impianti sottoperiostei progettati mediante tecnologia digitale nei pazienti con grave atrofia dei mascellari.
- Risultato principale: Tasso di successo dell’87,7% e tasso di sopravvivenza del 95,3%.
- Complicanze più frequenti: Complicanze biologiche (11,5%), principalmente deiscenza ed esposizione della struttura implantare; complicanze protesiche (5,9%).
- Conclusione scientifica: Gli impianti sottoperiostei digitalmente progettati rappresentano una promettente opzione terapeutica nel breve termine, purché siano garantite un’adeguata progettazione, una corretta esecuzione chirurgica, un’idonea selezione dei pazienti e un appropriato mantenimento.
- Principali limiti: Evidenze prevalentemente a breve termine; necessità di studi prospettici di maggiore ampiezza.
10. Impatto scientifico
Questa revisione sistematica contribuisce ad aggiornare le conoscenze sull’impiego degli impianti sottoperiostei personalizzati mediante tecnologie digitali. Riunendo le evidenze cliniche disponibili, offre una panoramica sull’efficacia di questa soluzione terapeutica nei pazienti con grave atrofia ossea e conferma il crescente interesse verso approcci implantari altamente personalizzati.
Lo studio evidenzia inoltre che i progressi tecnologici non eliminano le problematiche biologiche associate a questa procedura. Il successo clinico dipende infatti dall’integrazione tra pianificazione digitale, progettazione accurata, tecnica chirurgica, stabilità della fissazione e mantenimento a lungo termine. Parallelamente, gli autori mettono in luce la carenza di dati relativi al follow-up prolungato, indicando la necessità di ulteriori studi prospettici che consentano di definire con maggiore precisione il ruolo di questa tecnica nella moderna implantologia ricostruttiva.
11. Conclusione editoriale
Questa revisione sistematica indica che gli impianti sottoperiostei progettati mediante tecnologia digitale rappresentano una soluzione promettente per la riabilitazione implantare dei pazienti con grave atrofia dei mascellari. I risultati clinici a breve termine sono incoraggianti, ma le complicanze biologiche rimangono il principale elemento di attenzione. Considerata la natura delle evidenze disponibili e la limitata disponibilità di dati a lungo termine, i risultati devono essere interpretati con prudenza. Studi prospettici di maggiore qualità metodologica saranno fondamentali per definire il ruolo definitivo di questa strategia terapeutica.
