Bibliografia
Impianto mandibolare sottoperiosteo monolaterale prodotto mediante fabbricazione additiva per una complessa riabilitazione orale: caso clinico
- 21 Marzo 2020
- Pubblicato da: anjaform
- Categoria: Studi Clinici e Case Report
Joel Joshi Otero, Manuel Fernandez Dominguez
Impianto mandibolare sottoperiosteo monolaterale prodotto mediante fabbricazione additiva per una complessa riabilitazione orale: caso clinico
1. Riferimento scientifico
- Titolo dello studio: Impianto mandibolare sottoperiosteo monolaterale prodotto mediante fabbricazione additiva per una complessa riabilitazione orale: caso clinico
- Autori: Dr. Joel Joshi Otero, Dr. Manuel Fernandez Dominguez
- Rivista scientifica: Current Trends in Medical and Clinical Case Reports
- Anno di pubblicazione: 2020
- DOI: 10.47690/CTMCCR.2020.2201
2. Contesto scientifico
La gestione dei pazienti con atrofia ossea avanzata del mascellare e della mandibola rappresenta ancora una delle principali sfide dell’implantologia e della chirurgia orale. Quando il volume osseo residuo è insufficiente, i protocolli convenzionali si basano frequentemente su procedure di ricostruzione ossea, tecniche di innesto o approcci implantari specifici che richiedono molteplici fasi chirurgiche prima di ottenere una riabilitazione protesica fissa.
L’evoluzione delle tecnologie digitali, in particolare della progettazione e produzione assistite da computer (CAD/CAM), della stampa 3D metallica e delle analisi biomeccaniche virtuali, ha favorito lo sviluppo degli impianti sottoperiostei personalizzati. Questi dispositivi sono progettati per adattarsi all’anatomia del paziente e possono rappresentare un’alternativa in determinate situazioni in cui gli impianti endossei convenzionali risultano difficilmente applicabili.
Questo articolo si inserisce in tale contesto innovativo presentando un caso clinico di riabilitazione orale complessa mediante un impianto sottoperiosteo mandibolare monolaterale prodotto con tecnologia additiva.
3. Obiettivo dello studio
L’obiettivo di questo caso clinico era descrivere l’utilizzo di un impianto sottoperiosteo mandibolare monolaterale personalizzato, realizzato mediante stampa 3D, in un paziente affetto da grave atrofia mandibolare post-traumatica e con una storia di fallimento della ricostruzione ossea.
Gli autori hanno cercato di illustrare la fattibilità di questo approccio in una situazione clinica complessa, nella quale le opzioni convenzionali erano limitate e il paziente rifiutava ulteriori procedure di innesto osseo.
4. Metodologia
Si tratta di un caso clinico (case report).
Il paziente era un uomo di 35 anni affetto da grave atrofia mandibolare post-traumatica classificata come livello V secondo la classificazione di Cawood e Howell. L’anamnesi comprendeva il precedente fallimento di un innesto osseo autologo prelevato dalla cresta iliaca e ricorrenti episodi di fistole mandibolari.
La pianificazione si è basata su una tomografia computerizzata maxillo-mandibolare ad alta risoluzione. I dati DICOM sono stati convertiti in modelli STL per progettare un impianto personalizzato. È stata eseguita un’Analisi agli Elementi Finiti (FEA) applicando un carico di 100 N sugli abutment implantari. L’impianto è stato realizzato in lega di titanio Ti6Al4V mediante tecnologia di fusione laser.
Il follow-up riportato nell’articolo è stato di un anno. Non è stato utilizzato alcun gruppo di controllo, in accordo con la natura descrittiva di un caso clinico.
5. Risultati principali
L’impianto sottoperiosteo personalizzato è stato posizionato senza necessità di modifiche intraoperatorie, suggerendo una buona corrispondenza tra la pianificazione digitale e la situazione clinica reale.
Tre abutment protesici erano integrati nel design dell’impianto e la fissazione è stata ottenuta mediante quattro viti da osteosintesi autofilettanti. Dopo otto settimane è stata consegnata una protesi ibrida definitiva avvitata.
Durante il follow-up postoperatorio è stato osservato un gonfiore localizzato nella regione parasinfisaria sinistra durante la terza settimana. Secondo gli autori, la tomografia computerizzata eseguita non ha evidenziato anomalie significative. È stata prescritta una terapia antibiotica con clindamicina e l’evoluzione è stata favorevole.
Il paziente è stato seguito per un periodo di un anno, con mantenimento della riabilitazione protesica fissa descritta nel caso clinico. Nei dati disponibili non sono stati riportati altri eventi clinici maggiori.
6. Analisi clinica
Questa pubblicazione illustra il potenziale interesse degli impianti sottoperiostei personalizzati nelle situazioni di riabilitazione implantare particolarmente complesse. Il caso presentato riguarda un paziente che combinava diversi fattori sfavorevoli: trauma pregresso, grave atrofia ossea, fallimento di un precedente innesto osseo e rifiuto di ulteriori procedure ricostruttive.
L’originalità dell’approccio risiede nell’utilizzo combinato del flusso di lavoro digitale, della pianificazione CAD/CAM, dell’analisi agli elementi finiti e della fabbricazione additiva in titanio. Questi strumenti consentono teoricamente un adattamento anatomico preciso dell’impianto riducendo alcune limitazioni associate alle tecniche ricostruttive convenzionali.
Dal punto di vista clinico, questo caso evidenzia la possibilità di ottenere una riabilitazione fissa supportata da impianti senza ricorrere a ulteriori procedure di aumento osseo in un caso selezionato. Tuttavia, non consente di determinare le prestazioni a lungo termine di questa soluzione né di confrontarla con impianti endossei convenzionali, impianti zigomatici o procedure di innesto osseo.
Le conclusioni devono pertanto essere interpretate con cautela. Il successo osservato in un singolo paziente non costituisce una prova sufficiente per generalizzare questo approccio a tutti i pazienti affetti da grave atrofia ossea. Sarebbero necessari studi con un numero maggiore di pazienti e periodi di follow-up più lunghi per valutare meglio la stabilità biologica e protesica di questa tecnologia.
7. Applicazioni cliniche
I dati presentati suggeriscono un potenziale interesse di questo approccio in alcune situazioni complesse di riabilitazione orale:
- Grave atrofia mandibolare (Classe V di Cawood e Howell).
- Pazienti con una storia di fallimento della ricostruzione ossea.
- Casi in cui ulteriori procedure di innesto osseo non sono desiderate o vengono rifiutate.
- Riabilitazioni implantari che richiedono una pianificazione digitale avanzata.
- Utilizzo di flussi di lavoro CAD/CAM e della fabbricazione additiva in chirurgia orale.
- Realizzazione di protesi ibride supportate da impianti sottoperiostei personalizzati.
Tuttavia, l’articolo non fornisce raccomandazioni cliniche generali e non consente di definire con precisione le indicazioni ottimali per questa tecnica.
8. Livello di evidenza, limitazioni e trasparenza
Questa pubblicazione corrisponde a un caso clinico e rappresenta quindi un basso livello di evidenza nella gerarchia dei dati scientifici.
La principale limitazione metodologica è rappresentata dall’inclusione di un solo paziente senza gruppo di confronto. I risultati osservati non consentono pertanto di valutare la riproducibilità della tecnica né la sua eventuale superiorità rispetto ad altre strategie di riabilitazione implantare.
Il follow-up riportato è stato di un anno, periodo insufficiente per valutare pienamente il comportamento dell’impianto a lungo termine, in particolare per quanto riguarda le complicanze biologiche o meccaniche.
Nei materiali disponibili non viene dichiarato esplicitamente alcun conflitto di interessi. Gli autori menzionano il coinvolgimento di un’azienda specializzata nella progettazione implantare digitale, ma nel documento disponibile non vengono dettagliati eventuali rapporti finanziari.
9. Punti chiave dello studio
- Tipo di studio: Caso clinico
- Livello di evidenza: Basso
- Popolazione o numero di studi analizzati: 1 paziente
- Numero di pazienti o impianti: 1 paziente; impianto sottoperiosteo mandibolare monolaterale
- Durata del follow-up: 1 anno
- Criterio principale valutato: Fattibilità clinica della riabilitazione implantare mediante impianto sottoperiosteo personalizzato
- Risultato principale: Posizionamento riuscito dell’impianto e consegna di una protesi ibrida fissa con follow-up riportato di un anno
- Conclusione scientifica: La tecnica appare fattibile in questo complesso caso clinico
- Limitazioni potenziali: Caso singolo, assenza di gruppo di controllo, assenza di dati a lungo termine
10. Impatto scientifico
Questa pubblicazione contribuisce alla crescente letteratura dedicata agli impianti sottoperiostei personalizzati prodotti mediante stampa 3D. Essa fornisce un’illustrazione pratica dell’integrazione del flusso di lavoro digitale nella riabilitazione implantare di pazienti con atrofia ossea avanzata.
L’interesse scientifico di questo lavoro non risiede nella dimostrazione di un’efficacia clinica generalizzabile, ma piuttosto nella descrizione dettagliata di un protocollo che combina imaging tridimensionale, progettazione assistita da computer, analisi biomeccanica e fabbricazione additiva.
Il caso presentato supporta l’idea che alcune situazioni cliniche storicamente associate a procedure ricostruttive complesse possano beneficiare di approcci personalizzati. Tuttavia, i dati disponibili rimangono limitati e non consentono di trarre conclusioni sulla sopravvivenza implantare a lungo termine, sui tassi di complicanze o sul ruolo preciso di questa tecnica nell’arsenale terapeutico dell’implantologia moderna.
11. Conclusione editoriale
Questo caso clinico evidenzia l’utilizzo di un impianto sottoperiosteo mandibolare personalizzato prodotto mediante fabbricazione additiva nel contesto di una complessa riabilitazione orale associata a grave atrofia ossea. I risultati riportati suggeriscono la fattibilità di questo approccio in un paziente selezionato con una storia chirurgica sfavorevole. Tuttavia, a causa del basso livello di evidenza e della natura isolata del caso presentato, queste osservazioni devono essere considerate esplorative e richiedono conferma attraverso studi clinici più robusti prima di qualsiasi estrapolazione su larga scala.
